22.10.2018

Incontro con i donatori stranieri

                                     IL MONDO IN CASA AVIS

 

In occasione delle celebrazioni del quarantennale della fondazione Avis di Ragusa si è realizzato sabato 20 ottobre, presso la sede della Solidarietà, un miracolo esaltante: il mondo è stato protagonista di una serata unica, emozionante e intensamente solidale. L’Auditorium “Saro Digrandi”, trasformato in una grande salone di rappresentanza con trentasei bandiere di tutte le nazioni presenti, per accogliere i donatori e le loro famiglie provenienti da nazioni europee, africane, asiatiche ed americane. La loro presenza ha trasformato come d’incanto l’Auditorium, di solito austero e compassato per le decine di conferenze scientifiche e non solo, in una sala piena di allegria e di sorrisi sinceri. Ad accogliere questi cittadini, ormai inclusi nel tessuto sociale della città, il presidente dell’Avis Comunale Paolo Roccuzzo, il direttivo e altri rappresentanti come il sindaco di Ragusa Peppe Cassì, il quale ha rivolto parole di elogio verso questa grande comunità di persone che quotidianamente svolgono un ruolo di supporto nell’accudimento delle famiglie con anziani , nei lavori manuali delle imprese, nelle aziende zootecniche e nell’edilizia. Un pensiero particolare ai dirigenti Avis Comunale che hanno portato la città di Ragusa agli onori della buona cronaca, e quindi Capitale d’Italia per numero di donazioni.  Il presidente Roccuzzo, comprensibilmente orgoglioso,  ha sottolineato - come la provincia di Ragusa pur essendo nata cinquant’anni dopo altre realtà del Nord, sia cresciuta fino a diventare prima con i seguenti dati,  nel rapporto donatori su 1000 abitanti: Italia 27,86, Irlanda 70 (paese europeo con il maggior indice), Ragusa 143. Nel rapporto donazioni su 1000 abitanti: Italia 50.12, Irlanda 110.00, Ragusa 208. Il dato più importante- ha continuato il Presidente Roccuzzo- che ci fa sperare per il futuro dell’Avis è la partecipazione giovanile, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale. Rivolgendosi poi direttamente alle famiglie presenti ha sottolineato come – queste donne e questi uomini, hanno dovuto affrontare tutte le difficoltà ed i disagi che trova qualunque straniero in un’altra nazione nel trovare un lavoro, una casa e probabilmente hanno dovuto vincere anche qualche pregiudizio”. “Voi, oggi donatori Avis- ha continuato Paolo Roccuzzo- nonostante abbiate vissuto e vivete le vostre difficoltà, nel fare un gesto di grande solidarietà e sensibilità, donando il sangue, attraverso l’Avis, ai malati ragusani o stranieri che siano, non vi siete chiesti di quale era la religione, la razza o convinzione politica fossero, avete donato perché umanamente fratelli e sorelle. Un ringraziamento sentito poi dal Dott. Giovanni Garozzo, Direttore del SIMT di Ragusa, il quale dichiarando che anche il padre era stato un emigrato in America, sentiva intimamente lo stato d’animo di ciascuno dei presenti, esortandoli e ringraziando loro per la loro grande umanità. Infine gli interventi dei rappresentanti stranieri tra cui ci piace far conoscere il contenuto di un donatore:

Mi chiamo Majid Hjouly, sono un cittadino del Marocco, vivo a Ragusa da dieci anni con la mia famiglia, ho conosciuto questa Associazione tramite mia cognata, anch’essa donatrice. Iniziai a donare il mio sangue dal 23- Ottobre-2010 con la consapevolezza che attraverso queste piccole donazioni potevo dare la possibilità a qualcuno bisognoso, senza distinzione di razza, di sesso, di colore della pelle, della provenienza e della religione; perché il colore del sangue è uguale in tutto il mondo e non fa differenza, e ciò mi rende una persona felice. Vorrei concludere con una citazione:

LA GENTE E’ IL PIU’ GRANDE SPETTACOLO DEL MONDO. E NON SI PAGA IL BIGLIETTO

 

                                                                                  Giuseppe Suffanti